Cannabis “light”, la Cassazione stoppa la vendita. “È reato”
Contro i self H24 il Comune aveva ingaggiato una lotta escludendoli dalle attività ammesse nell’area del centro storico e del centro compresa nell’intesa per la tutela de centro firmata con con Sovrintendenza, Regione e Camera di Commercio
Una sentenza della Cassazione mette fine alla vendita di cannabis light nelle tabaccherie, nei distributori automatici e in qualsiasi altro esercizio commerciale perché in contrasto con alcuni articoli della Costituzione e con norme europee. Per la Cassazione la vendita o la cessione a qualunque titolo dei prodotti derivati dalla coltivazione della cannabis (olio, foglie, inflorescenze e resina) è illegale. Lo hanno stabilito o le sezioni unite penali della Suprema Corte.
La vendita era normata, ma non l’uso e il trasporto, tanto che le forze dell’ordine, se trovavano una persona con la confezione aperta, erano costrette a mandare ad analizzare il contenuto per scoprirne la concentrazione ed eventualmente segnalare come assuntore il possessore alla Prefettura (articolo 75 del testo unico sugli stupefacenti).
Inoltre la notte, nella movida, i Self h24 erano cinti d’assedio dagli spacciatori che offrivano a chi si avvicinava per acquistare legalmente cannabis non depotenziata a un prezzo inferiore di quella fino ad oggi consentita.
Sulla legalizzazione della cannabis c’è un infinito dibattito che non sembra destinato a sopirsi nemmeno dopo quest’ultima sentenza. Certo che fino a quando non sarà legale la sostanza, non lo sarà nemmeno la versione depotenziata.


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